La primavera secondo la Medicina Tradizionale Cinese
Il Legno, il movimento e il tempo della crescita
Ci sono momenti dell'anno nei quali il cambiamento sembra diventare visibile.
La luce rimane più a lungo, le temperature si modificano, compaiono i primi germogli. Ciò che durante l'inverno sembrava immobile ricomincia lentamente a muoversi.
Nella Medicina Tradizionale Cinese, la primavera viene osservata proprio attraverso questa immagine: è il tempo dell'espansione, della crescita e del ritorno del movimento.
Nel sistema delle Cinque Fasi, alla primavera corrisponde il Legno.
Non dobbiamo immaginarlo semplicemente come una sostanza o un elemento materiale. Wuxing 五行 descrive un sistema di corrispondenze e trasformazioni attraverso il quale il pensiero cinese tradizionale ha interpretato i fenomeni della natura e dell'essere umano.
Il Legno evoca ciò che cresce.
Un ramo si allunga verso la luce, un germoglio attraversa il terreno, una pianta cerca lo spazio necessario alla propria espansione. C'è forza in questo movimento, ma anche flessibilità: ciò che cresce deve sapersi adattare.
Alla fase Legno la tradizione associa il Fegato e la Vescicola Biliare, il colore verde, il sapore acido, il vento e, sul piano emotivo, la rabbia.
È un insieme di corrispondenze che appartiene al linguaggio della Medicina Tradizionale Cinese e non deve essere interpretato come una descrizione dell'anatomia o della fisiologia contemporanee.
Proprio questa distinzione permette di comprenderne meglio il significato.
Nella visione tradizionale, al Fegato viene attribuita la funzione di favorire il libero movimento del Qi. Da qui nasce una delle immagini più caratteristiche della primavera: l'energia che, dopo il raccoglimento dell'inverno, torna a espandersi.
Anche l'associazione con la rabbia può essere letta in questa prospettiva.
La rabbia non è considerata semplicemente un'emozione negativa. Possiede una direzione, una spinta, una capacità di affermare qualcosa. Può diventare impulso al cambiamento, così come una pianta cerca la propria strada verso la luce.
Quando però incontra continuamente un ostacolo, quella stessa forza può trasformarsi in frustrazione.
È un'immagine sorprendentemente concreta: crescere richiede spazio, ma anche capacità di cambiare direzione.
Forse è per questo che la flessibilità rappresenta così bene il Legno.
Un ramo troppo rigido può spezzarsi. Uno capace di piegarsi al vento conserva invece la propria struttura proprio grazie alla possibilità di adattarsi.
Anche il vento appartiene alle corrispondenze della primavera. È movimento, cambiamento rapido, qualcosa che arriva e modifica ciò che incontra. La natura primaverile stessa possiede questa instabilità: giornate miti possono alternarsi improvvisamente a freddo, pioggia e raffiche d'aria.
La tradizione cinese invita perciò a osservare le stagioni e ad adattare gradualmente abitudini e ritmi ai loro cambiamenti.
Non significa seguire una rigida serie di prescrizioni.
Significa riconoscere che l'essere umano non vive separato dall'ambiente.
Con l'arrivo della primavera trascorriamo naturalmente più tempo all'aperto, aumentano le ore di luce e spesso ritorna il desiderio di camminare, muoversi, aprire le finestre, riordinare gli spazi o iniziare qualcosa di nuovo.
Il linguaggio tradizionale cinese raccoglie molte di queste immagini nell'idea del Legno che torna a crescere.
Anche gli occhi sono associati al Fegato all'interno di questo sistema di corrispondenze. Ancora una volta, non si tratta di affermare che ogni condizione degli occhi dipenda dal Fegato nel senso medico contemporaneo. È piuttosto un esempio di come la tradizione abbia costruito una visione nella quale stagioni, organi, sensi, emozioni, sapori e fenomeni naturali vengono messi in relazione.
Studiare queste corrispondenze significa quindi entrare in un modo diverso di osservare l'essere umano.
La primavera, da questo punto di vista, non è soltanto una data sul calendario.
È un'immagine del movimento che ricomincia.
Dopo il raccoglimento viene l'espansione. Dopo l'attesa, la crescita. E la crescita non procede sempre in linea retta: incontra ostacoli, cambia direzione, cerca continuamente un nuovo equilibrio.
Forse è questa la lezione più bella che il Legno può ancora suggerirci.
Crescere non significa diventare rigidi nella propria direzione. Significa avere una direzione e conservare abbastanza flessibilità per continuare a seguirla.
Giovanni Randon
Direttore della Scuola KINUTE® – Corsi di Massaggio Facciale KAOSHIDŌ
Aggiungi commento
Commenti